Peer Hostettler & Georg Greve

Investimento e innovazione: la HIN Community verso uno scambio di dati sovrano

David Umiker
David Umiker

La transizione digitale del settore sanitario è in corso. Tuttavia, spesso manca il denaro per gli investimenti necessari. Ciò a cosa è dovuto e HIN come può contribuire a rendere più efficiente il networking con i fornitori di prestazioni? Un colloquio con Georg Greve di Vereign e Peer Hostettler di HIN sulle sfide strutturali, sui miglioramenti concreti e sulla strada verso un’area riservata più intelligente.

Desiderate ascoltare l’intervista completa? Guardate il nostro video podcast:

David Umiker: Al giorno d’oggi, il termine «sovranità digitale» è sulla bocca di tutti. Georg, con Vereign, tu rappresenti un importante partner tecnologico di HIN e ti occupi già da tempo di questo tema. Di cosa si tratta?

Georg Greve: Già, la sovranità digitale rappresenta effettivamente il tema principale della mia vita. L’ho scoperta negli anni Novanta e, da allora, non mi ha più abbandonato. Sostanzialmente si tratta di autodeterminazione nello spazio digitale: standard aperti, software gratuiti, open source. Della possibilità di non usare semplicemente i sistemi ma anche di comprenderli e perfezionarli congiuntamente. Tra le altre cose, vi ho contribuito con lo sviluppo della Free Software Foundation Europe.

Peer, tu sei membro della Direzione di HIN e operi nel settore da molti anni. In cosa risiedono attualmente le sfide maggiori nel settore sanitario?

Peer Hostettler: La carenza di personale qualificato è onnipresente e, da tempo, non riguarda solo il personale medico bensì l’intero spettro: personale infermieristico, professioni terapeutiche e anche il settore informatico. La carenza di personale qualificato rappresenta pertanto quasi la normalità. Un problema altrettanto cruciale è la carenza di capacità di investimento. Molte organizzazioni sanno che dovrebbero investire nella digitalizzazione – ma semplicemente non ne sono in grado. Ciò dipende, in gran parte, dalle strutture tariffarie esistenti; spesso non è possibile rifinanziare gli investimenti in ambito informatico o nei processi digitali.

Vale a dire che sarebbe necessaria una maggiore digitalizzazione ma che, economicamente, essa è difficilmente attuabile?

Esatto. A ciò si aggiunge che, finora, la digitalizzazione non ha automaticamente comportato una semplificazione. Originariamente, l’idea era di riconfigurare completamente gli iter digitali, rendendo le cose diverse e migliori. Nel settore sanitario si è dapprima iniziato a registrare elettronicamente le pazienti e i pazienti, ad esempio per la fatturazione. Successivamente si è proceduto alla documentazione elettronica. Infine, da più parti sono spuntati silos di dati informatici. Oggi abbiamo questi silos – ovvero sistemi che non comunicano l’uno con l’altro. Al contempo, i requisiti sono in continuo aumento. Si dovrebbe pertanto investire in sistemi, interfacce, sicurezza e processi – i costi sono davvero elevati. Semplicemente, all’interno del sistema questo denaro non è disponibile. Anche le modifiche alle tariffe hanno comportato pochi cambiamenti.

Georg, come vedi tu la situazione «dall’esterno»? Le professioniste e i professionisti della salute come dovrebbero utilizzare gli strumenti o le infrastrutture digitali sovrani, sicuri e moderni?

Georg Greve: Dal punto di vista informatico, il settore sanitario è estremamente interessante. Molte sfide sono di natura strutturale: sistemi frammentati, carenza di integrazione, procedure inefficienti. Tuttavia non è che non vi sia affatto denaro. Una parte di esso che oggi confluisce verso determinati fornitori – spesso anche all’estero – potrebbe essere impiegato altrove e in modo più opportuno. Il secondo punto riguarda l’efficienza. Se ogni studio medico cominciasse a risolvere autonomamente gli stessi problemi, ciò risulterebbe altamente inefficiente. Le esigenze sono tuttavia molto simili. Non è ad esempio necessario che ogni studio medico disponga di un proprio sistema di posta elettronica del tutto diverso. Pertanto, dal mio punto di vista, anche HIN è altrettanto preziosa. L’idea alla base è di unire le forze in veste di fornitori di prestazioni e risolvere congiuntamente alcuni problemi.

Peer Hostettler: Esatto. Questo è proprio il nostro compito. Noi creiamo un’infrastruttura che tutti possano utilizzare anziché far sì che ciascuno debba investire individualmente.

Georg Greve

Georg Greve è CEO e Head of Product Development presso Vereign SA, la ditta sviluppatrice della nuova soluzione di comunicazione di HIN basata sul principio della Self-Sovereign Identity (SSI). Il cofondatore e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Vereign vanta una competenza ultratrentennale quale esperto in tecnologia ed è responsabile della visione tecnologica, di prodotto e sociale dell’azienda. Georg Greve si impegna sin dalla metà degli anni Novanta per la libertà dei software – come sviluppatore, autore, relatore, consulente per aziende e organizzazioni internazionali nonché in veste di Presidente fondatore della Free Software Foundation Europe (FSFE). Per i suoi eccezionali contributi ai software open source e agli standard aperti, nel 2009 è stato insignito della Croce al merito su nastro dal Presidente della Repubblica federale tedesca.

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In qualità di COO e membro della Direzione di HIN, Peer Hostettler contribuisce a garantire che la HIN Community sia sempre vivace nei confronti dei suoi gruppi target e continui a crescere. Ritiene che il suo compito principale sia consentire alle sue collaboratrici e ai suoi collaboratori di raggiungere determinati obiettivi. Peer Hostettler vanta una pluriennale esperienza professionale nelle vendite nel settore dei media e oltre dieci anni di esperienza nel settore sanitario. Nel tempo libero ama attraversare i passi in sella alla sua bici da corsa, godersi l’inverno con le racchette da neve o trascorrere ore tranquille leggendo.

Siamo in tal modo giunti al tema principale dell’intervista. Quale ruolo svolge HIN nell’intera discussione e come è nata la collaborazione tra HIN e Vereign?

Peer Hostettler: Georg e il suo team si sono rivolti a noi in un momento in cui ci trovavamo dinanzi a una sfida estremamente concreta. Volevamo rinnovare il nostro servizio HIN Mail, grazie al quale anche terzi come le pazienti e i pazienti potessero ricevere e-mail confidenziali. Mentre stavamo valutando un’alternativa, Georg ci ha mostrato, in una Proof of Concept, come potesse funzionare il recapito di e-mail crittografate anche ai non utenti HIN. Ciò ci ha enormemente sorpreso – sul piano non solo tecnico ma anche concettuale. Improvvisamente si è trattato di minimizzare i dati, di non avere più grandi insiemi di dati centralizzati soprattutto in presenza di informazioni che richiedono particolare protezione. Abbiamo notato un approccio in grado di portare HIN a un nuovo livello di protezione dei dati e a un nuovo livello di sovranità. E che, al contempo, risulta più piacevole anche nell’applicazione.

Concretamente, in cosa la nuova HIN Mail è migliore?

Georg Greve: All’invio di un messaggio, quest’ultimo viene crittografato in modo avanzato e suddiviso in molte piccole parti. Tali parti vengono archiviate in modo dispersivo. Solo sul dispositivo della destinataria o del destinatario esse vengono ricomposte, decrittografate e il messaggio viene mostrato. Per la persona che legge il messaggio, ciò è come aprire un normale sito web. In background accadono tuttavia molte cose. L’aspetto cruciale al riguardo è che ora non vi è più alcun luogo centralizzato che ospita tali dati nella loro integrità. Né HIN né Vereign e nemmeno nessun altro è in grado di accedere con facilità a questi messaggi; lo possono fare solo la destinataria o il destinatario. Ciò aumenta notevolmente la sicurezza e la resilienza.

Dalle mie informazioni, HIN Mail ha rappresentato solo l’inizio. Quale sarà il prossimo passo?

Peer Hostettler: Un tema fondamentale che stiamo affrontando è l’interoperabilità, vale a dire la capacità di diversi sistemi di comunicare tra loro. Principalmente non costituisce un problema di dati né semplicemente un problema di carenza di standard. Si tratta soprattutto di un problema di affidabilità.

Georg Greve: Esatto, si tratta della capacità, da parte di sistemi diversi, di cooperare. Spesso, al giorno d’oggi, ogni studio medico e ogni ospedale costituisce un’isola a sé stante. Tali isole devono tuttavia poter comunicare tra di loro. A tale scopo, tra di esse sono necessarie connessioni sicure – altrimenti, i dati sanitari circolerebbero privi di protezione. E necessitiamo non solo di una connessione bensì di una connessione «intelligente» che consenta ai dati di circolare tramite autenticazione, tracciabilità e strutturazione affinché il sistema a valle li possa acquisire e trattare automaticamente.

Sono già stati effettuati molti tentativi in tal senso. Perché ora dovrebbe avere successo?

Georg Greve: Perché il tema risulta perfetto per HIN. Si tratta, come esposto da Peer, di un problema di affidabilità. Spesso, in precedenza si è tentato di risolvere tali questioni tramite tecnologie centralizzate – tuttavia sempre riconducibili a un punto di controllo centralizzato. Questo punto può subire blocchi, interruzioni dei servizi o, semplicemente, risultare problematico per le singole operatrici e i singoli operatori perché dovrebbero cedere una porzione eccessiva del loro controllo. Ecco perché necessitiamo di una nuova struttura: maggiormente decentralizzata, affidabile e tecnicamente concepita affinché non tutto dipenda più da un unico punto centralizzato.

Peer Hostettler: In tal modo, anche il tema dell’identità assume un nuovo significato. L’identità HIN è nota da anni; oggi funge, per le professioniste e i professionisti della salute, da molteplice chiave di accesso. Per le persone e le applicazioni, essa funziona molto bene ma, quando si tratta di scambiare dati strutturati tra sistemi, sono necessarie nuove forme di identificazione. Ed è proprio qui che noi interveniamo.

Quale tecnologia vi si cela?

Georg Greve: Sostanzialmente operiamo con una gestione decentralizzata delle chiavi e principi di identità autodeterminata (Self-Sovereign Identity, SSI). Lo stesso principio architettonico è anche alla base della futura e-ID statale. Presso HIN si approfondisce ulteriormente il livello. In un ospedale sono presenti innumerevoli sistemi, servizi e, in futuro, anche procedure automatizzate o addirittura componenti di IA agentica – che devono potersi reciprocamente identificare in modo univoco e fidare l’uno dell’altro. Solo in tal modo è possibile rendere tracciabile quale sia il sistema che effettua la richiesta, se disponga di un’autorizzazione e quali dati vengano conseguentemente scambiati. Senza questo grado di sicurezza e tracciabilità, la comunicazione si rivelerebbe estremamente azzardata.

Peer Hostettler: E il motivo per cui noi di HIN siamo in grado di affrontare questo tema è che disponiamo già di un’infrastruttura di base. Che ora verrà rinnovata ma che è già disponibile. E questa rinnovata base costituisce il presupposto proprio per questi successivi passaggi.

In che modo ciò è collegato alle iniziative nazionali, come uno Swiss Health Data Space?

Peer Hostettler: HIN rinnova la propria infrastruttura di base e il modo in cui i servizi vengono resi fruibili. Il nostro obiettivo è rendere la sovranità realizzabile per ogni membro, per le singole persone ma anche per le organizzazioni. Ciò avviene indipendentemente dalla Confederazione. Al contempo osserviamo molto attentamente programmi come DigiSanté e ci confrontiamo anche con loro. A mio avviso, si tratta principalmente di definire le regole e le condizioni quadro per uno spazio di dati futuro. Attualmente, la questione su come esso verrà successivamente integrato all’area riservata HIN è ancora da definire.

Georg Greve: Conosciamo molto bene queste questioni anche tramite i progetti europei relativi agli spazi dati. Sussistono sempre un piano semantico e uno amministrativo – vale a dire la questione su cosa debba essere in grado di fornire e rappresentare uno spazio dati – e poi vi è la realtà tecnica alla base. Ciò che apprezzo della collaborazione con HIN è proprio questo approccio pragmatico. HIN interviene proprio dove, già oggi, a livello tecnico è possibile creare un concreto valore aggiunto.

Peer Hostettler: E «valore aggiunto» significa per noi concretamente che, se oggi uno studio medico emette un’impegnativa, sono effettivamente disponibili sistemi a sostegno della procedura ma, infine, spesso rimane da svolgere un notevole carico di lavoro manuale. Il nostro obiettivo è fare sì che, in futuro, tali procedure avvengano in modo più semplice, più diretto e più sovrano. Proprio in ciò risiede il vero vantaggio, ovvero una riduzione degli inutili oneri amministrativi.

Per concludere, una domanda a entrambi: cosa dovrebbe accadere affinché questo sviluppo risulti accelerato?

Georg Greve: Auspico che HIN venga considerata un ancora più solido vantaggio territoriale per la Svizzera. Dispone già di un’organizzazione che consente di creare realtà tecniche estremamente efficienti. Bisognerebbe sfruttare molto di più e promuovere attivamente questo vantaggio.

Peer Hostettler: Il mio desiderio è un altro: una minore regolamentazione. Non nel senso di un «selvaggio West» o di una minore sicurezza ma la realtà quotidiana nel settore sanitario è già sufficientemente complessa. Aggiungendo costantemente nuove leggi, regolamenti e allegati, prima o poi si crea una situazione di stallo. Tutti attendono il prossimo regolamento, la prossima revisione. E alla fine, il progresso rimane in secondo piano.

David Umiker
Autore: David Umiker - Manager Marketing & Comunicazione

Da grande appassionato di podcast e talk sono molto felice di farvi conoscere i nostri temi nel Blog di HIN proprio tramite questi formati. Presso HIN, tutto ruota intorno alla comunicazione digitale sicura nel settore sanitario svizzero – un tema importante ma non sempre facile da afferrare e comprendere. Il mio intento è cercare di trasmettere tali molteplici aspetti e sfaccettature in modo appropriato al pubblico, utilizzando esempi chiari e un approccio semplice.

Competenze
Dopo aver maturato molteplici esperienze nel mondo dello sport e dei media, tra cui anche in un’agenzia di podcast, dal 2023 lavoro nella comunicazione nel settore sanitario e ogni giorno imparo qualcosa di nuovo. HIN mi consente di mettere a frutto le mie esperienze e continuare a creare ponti tra la prospettiva degli esperti e quella dei non esperti. Per me è importante spiegare in modo semplice e comprensibile al personale medico nonché alle altre professioniste e agli altri professionisti della salute temi dell’informatica talvolta complessi.

Contenuti redazionali
In qualità di Manager Marketing & Comunicazione e moderatore del podcast «HINside – unterwegs im digitalen Gesundheitswesen» presento sul Blog di HIN i nostri episodi del podcast relativi a tutte le aree tematiche di cui HIN si occupa: IT, settore sanitario e politica.

Curiosità personali
Se al lavoro ho molto a che fare con schermi e social media, nel tempo libero amo dedicarmi ai libri, alla natura e allo sport. Negli ultimi anni ho anche appreso il significato di attenzione consapevole ed è per questo che oggi cerco sempre di ritagliarmi momenti di tranquillità nella mia vita quotidiana per fermarmi e godermi il presente.

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